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IL VOLTO DI UN’ALTRA

da giovedì 11 aprile

al cinema Roma
via Laudesi 6 a Pistoia
tel 0573 187 30 86

DOVE SIAMO

feriali: ore 19.20 – 21.30
sabato e festivi: ore 18.30 – 20.30 – 22.30
lunedì: riposo (serata cineclub: FERRO 3 – LA CASA VUOTA di Kim Ki-duk, ore 21.30)

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Nazione: Italia
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 84′
Regia: Pappi Corsicato
Sito ufficiale: www.officineubu.com/il-volto-di-unaltra

Cast: Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Lino Guanciale, Iaia Forte, Angela Goodwin, Franco Giacobini, Fabrizio Contri, Giancarlo Cauteruccio, Arnaldo Ninchi
Produzione: R&C Produzioni
Distribuzione: Officine UBU
Data di uscita: 11 Aprile 2013

Bella (Laura Chiatti) è la splendida ed esuberante conduttrice di un famoso programma televisivo sulla chirurgia estetica. René (Alessandro Preziosi) è suo marito, un medico chirurgo che nello stesso programma effettua gli interventi sugli ospiti. Il film inizia con il licenziamento di Bella. La motivazione è che gli ascolti dello show sono in calo, il pubblico è stanco ormai di vedere la sua faccia. Bella, infuriata, lascia lo studio televisivo e, sulla via del ritorno a casa, ha un brutto incidente d’auto e rimane fortemente sfigurata. Quello che potrebbe sembrare il colpo di grazia che sancisce la fine della carriera di Bella, si rivela invece essere un’ ottima occasione per rilanciare la propria immagine. Bella decide infatti di farsi ricostruire dal marito un volto totalmente nuovo, un volto con il quale vendicarsi di chi la dava per finita e riconquistare l’attenzione e l’amore del suo pubblico. Questa notizia crea ovviamente non poca curiosità ed eccitazione, soprattutto tra i pazienti della clinica in cui Bella è ricoverata. Proprio questa clinica, situata tra le montagne incontaminate del Sud Tirolo, diventerà scenario di personaggi, situazioni divertenti e paradossali: una suora (Iaia Forte) con l’ossessione di somministrare purghe a tutti, Tru Tru (Lino Guanciale) l’addetto all’impianto fognario con velleità canore, ecc… Intanto tutti si chiedono una sola cosa: come sarà il nuovo volto di Bella?

“Pappi Corsicato è sicuramente uno dei pochi registi italiani capaci di creare immagini e personaggi non convenzionali. E che si imprimono nellameoria. Così accade anche in questo ‘Il volto i un’altra’ (…) dove l’ossessione dell’apparire – agli altri e in televisione – ha suggerito al regista (e ai suoi cosceneggiatori Gianni Romoli e Monica rametta) l’idea di una clinica di chirurgia estetica che è anche set per un programma tivù (…). A Corsicato (…) lo sviluppo della storia e psicologie dei personaggi sembrano interessare meno della possibilità di dare libero sfogo al suo talento e alla sua fantasia creativa (…) oltre che alla sua voracità cinefila (si perde il conto delle citazioni e dei rimandi, da Franjou ai fratelli Coen fino ad Almodovar). L’ironia è sparsa a piene mani, senza paura delle contaminazioni farsesche o di scivolate nel triviale, ma alla fine non riesci a non pensare che gli obiettivi siano un po’ datati (dalla tivù come fiera popolare all’ossessione per l’estetica) e l’energia creativa finisca per girare a vuoto.” (Paolo Mereghetti, ‘Corriere della Sera’, 13 novembre 2012)

“Il simpatico e brillante Pappi Corsicato, per questo suo ‘Il volto di un’altra’ ha preso un frullatore e ci ha buttato dentro un sacco di cose prese dal suo capace zaino di cultura cinematografica. La commedia degli equivoci nelle sue diverse declinazioni (un po’ di gusto francese e un po’ di ‘sophisticated’), i nostri telefoni bianchi, l’Hitchcock più leggero e brillante, e Fellini di cui prende di peso alcuni riferimenti in ‘Otto e mezzo’ nella concezione scenografica (o coreografica sarebbe forse meglio dire) della lussuosa clinica che è al centro della storia, quando il mago della chirurgia estetica Alessandro Preziosi è contornato dalle sue adoranti pazienti. Tutto non sappiamo bene se con un intento ma di certo con un esito soprattutto parodistico. (…) andrebbe tutto bene se l’esilissimo e fragilissimo divertimento si accontentasse di essere tale, e se non infliggesse la morale sulla dittatura dell’ apparenza e sul potere corruttore dei media.” (Paolo D’Agostini, ‘La Repubblica’, 13 novembre 2012)

“Lo sguardo di Corsicato è caustico, acido, estroso pop, «neon-realista», al servizio di una storia sull’ossessione del bisturi, sulla nostalgia di una perfezione irraggiungibile. (…) È una costruzione visiva «kitsch e sofisticata» senza grovigli sentimentali, un ragionamento senza il dito puntato sull’ esteriorità e sulla superficie, può piacere ai cinefili.” (Valerio Cappelli, ‘Corriere della Sera’, 13 novembre 2012)

“Un «disordine ordinato», una torta deliziosa, dai piaceri schermici stratificati e ibridi, che solo lui sa adornare così, con ciliegine di ‘musical’. Un «big carnival» attorno alla deturpazione facciale di una superstar tv. (…) Corsicato crea una colonna sonora (e una gestualità recitativa parabrechtiana) da film Disney di Robert Stevenson anni 60 che ha il compito di smuovere le immagini e alzare o abbassare l’ironia del racconto e la qualità della farsa (affidando alla suora Iaia Forte un ruolo da Kathleen Freeman).” (Roberto Silvestri, ‘Il Manifesto’, 13 novembre 2012)

“Il nuovo lavoro di Pappi Corsicato, regista amato per il suo visionario sarcasmo (‘I buchi neri’, ‘Il seme della discorda’) (…) inciampa a cominciare dal tema ormai abusato: lo strapotere della tv, della cultura dell’immagine con annessa ossessione per la chirurgia estetica. Benché il regista napoletano pratichi con eleganza la commedia glamour e surreale, stavolta tutto l’impianto soffre di una buona dose di «già visto», in cui è la stessa realtà – quella dei reality, appunto – ad aver superato di gran lunga la fantasia”. (Gabriella Gallozzi, ‘L’Unità’, 13 novembre 2102)

“Corsicato, da sempre il più eccentrico fra gli autori italiani della sua generazione (Napoli, 1960) radicalizza la vena grottesca, surreale e pop dei suoi film precedenti, da ‘I buchi neri’ a ‘Il seme della discordia’. Stavolta è di scena il cinismo di un ‘milieu’ che vive di immagine e che verrà punito «solo» da una nemesi della realtà. (…) un film che occhieggia ad Almodovar e qua e là sparge fellinismi, non senza divertire la platea.” (Oscar Iarussi, ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’, 13 novembre 2012)

“(…) deliziosa fiaba nera sul culto dell’immagine dell’odierna società dello spettacolo, una corrosiva stilettata a tv, ossessione per la bellezza e ipocrisia dei valori socialmente e politicamente corretti.” (Boris Sollazzo, ‘Pubblico’, 13 novembre 2012)

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