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L’ETA’ ACERBA

lun 24 ott al Cinema Roma, via Laudesi 6 a Pistoia
mar 25 ott al Cinema Borsi, via S. Fabiano 53 a Prato

per la rassegna GLI EREDI DELLA NOUVELLE VAGUE /1

Nazione Francia
Anno 1995
Regia André Téchiné

intero 5 euro
ridotto studenti e soci fnac 4 euro
tessera associativa 4 euro

spettacolo unico ore 21:30

con Elodie Bouchet, Gael Morel, Stéphane Rideau

Il 1962 è per la Francia un anno drammatico: in Algeria l’O.A.S. semina lutti e sangue e moltissimi profughi francesi sbarcano a Marsiglia. In una cittadina del Sud-Ovest piuttosto tranquilla gli echi del conflitto scatenatosi in Africa arrivano durante le nozze di Pierre Bartolo, figlio maggiore di una famiglia di agricoltori, ora in divisa di soldato, pronto però a disertare al più presto. Pierre, che ha avuto un innamoramento per la signora Alvarez (la professoressa di lettere nel locale liceo), muore tuttavia in Algeria. Nel liceo studia per l’ultimo anno il fratello Serge, tipo brutale, ma schietto. Di lui si è innamorato l’intellettuale e ben più fragile François, scoprendosi un omosessuale, malgrado abbia trovato nella giovane Maité una compagna considerata ideale. Quest’ultima è la figlia della professoressa Alvarez: ha un carattere un po’ spigoloso, è vagamente femminista e si impegna attivamente nella locale sede del partito comunista francese. Tuttavia un altro giovane è presente e si fa notare tra gli allievi: costui è Henri, tipo più maturo e introverso, nato in Africa ed a 21 anni reduce da vari altri istituti, con carriere scolastiche tutte fallite, inclusa quella in corso. Per Henri, un “pied-noir” carico di odio per tutti i Francesi, dedito a trascorrere i giorni ad ascoltare alla radio le varie notizie, la vita è un incubo quotidiano. Egli ha parlato spesso aspramente e beffardamente con François della di lui omossessualità, oltre che con Serge e con Maité, presso la quale una sera si rifugia nella sezione del partito dopo aver rinunciato alle lezioni particolari assicurategli dal professor Morelli (che intende fargli avere il diploma) e perdendo volutamente il treno per riparare a Marsiglia, città in cui vive la madre profuga d’Algeria. Ma Maité là per là non accetta Henri, anche se ora si è allontanata dalla madre, che con la morte di Pierre è preda di una crisi depressiva. Successivamente Maité e i tre giovani fanno un’escursione al fiume, con bagno relativo: Serge appare ormai determinato ad occuparsi della sua proprietà e a dire addio ai giochi erotici dell’adolescenza; Henri, diventato meno rabbioso, possiede Maité in riva al fiume e François, respinto per le sue profferte amorose da Serge, constata che le proprie scelte sessuali sono ormai definite. Quello che rimane intatto nel gruppetto è il senso dell’amicizia reciproca, l’unico valore che sembri inattaccabile.

Sguardo fermo e mai sfiorato dalla nostalgia, nemmeno quando coglie l’incanto di un giorno d’estate, Téchiné, classe ’43, modernizza a bella posta gesti e linguaggi (ogni memoria in fondo è abitata dal ricordo dal presente). Ma soprattutto dirige a meraviglia quattro interpreti ignoti e perfetti (unica professionista la non dimenticabile Elodie Bouchez). È anche merito loro se desideri e illusioni di tutti vibrano con pari intensità. Non perdete questo gioiello (quattro premi César in Francia). Iniziative simili da noi non nascono. E nemmeno le copiano. (Il Messaggero, Fabio Ferzetti, 21/9/95)

Téchiné ha raggiunto con questo film produttivamente modesto forse il risultato più felice della sua lunga carriera. Soprattutto nella prima parte i rapporti, i conflitti e gli amori fra i quattro personaggi principali sono descritti con tenerezza, leggerezza, credibilità, ma soprattutto con un affetto che nasce probabilmente dalla nostalgia e dalla memoria. (Il Giorno, Morando Morandini, 28/8/95)

L’uso della cinepresa a tesi, con fastidiosi movimenti circolari e con la rinuncia all’immagine in soggettiva, disturba alquanto la visione. Né gli eventi storici in sottofondo sanno creare armoniosi contrappunti. (Il Resto del Carlino, Alfredo Boccioletti, 31/8/95)

VINCITORE DI 4 PREMI CESAR: MIGLIOR FILM – MIGLIOR REGIA

MIGLIOR SCENEGGIATURA E MIGLIOR ATTRICE ESORDIENTE.

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